Viaggi Su Misura: Monument Valley - Utah

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Monument Valley - Utah

 

IL ROSSO SCENARIO DEL SELVAGGIO WEST
 
Gli amanti del regista John Ford riconoscono immediatamente la Monument Valley come il palcoscenico dei film western più conosciuti: Ombre Rosse, Sfida Infernale, I Cavalieri del Nord Ovest. Più di 100 film sono stati girati in questa pianura desolata, dove monoliti di arenaria rossa si elevano silenziosi come frammenti di rovine architettoniche.
 
Più di 200 milioni di anni fa, la zona, ora occupata dalla Monument Valley, sul confine tra Utah e Arizona, era un deserto battuto da un vento che sollevava sabbia rossa. In seguito, circa 65 milioni di anni fa, l'area si sollevò, il fondo marino riemerse e formò un altopiano di arenaria coperto da un sottile strato di scisto. L'erosione cominciò ad agire intensamente. Laddove i movimenti della terra avevano aperto spaccature e fessure nello scisto, l'acqua e il vento si scavavano una via verso l'arenaria sottostante trascinandola poi a valle.
Le spaccature della roccia vennero approfondite e allargate fino a formare un labirinto di canyon e canaloni; le terrazze di arenaria vennero ridotte a tavolati rocciosi, o mesas, che a loro volta furono trasformati in monoliti.
I geologi usano il termine di "rocce isolate" per descrivere i resti di erosione che, essendo più alti che larghi, spesso assomigliano a colonne, guglie, castelli o templi. Da qui il nome della regione, che lo scrittore americano Zane Grey definisce come "un mondo lontano increspato di giallo e porpora".
 
Molti monoliti raggiungono un'altezza di 300 metri e sono composti da un corpo verticale di arenaria rossa con in cima un cappello di pietra più resistente, che ha protetto gli strati sottostanti dall'erosione. Spesso sono circondati da un cono di detriti di arenaria caduti dalla struttura esistente, il quale indica che l'erosione è ancora in corso.
La forma delle rocce ha fornito l'ispirazione per nomi curiosi: il massiccio del "Castello" è circondato da merlature; la "Gallina nel Nido" assomiglia molto al pennuto; forse il nome più adatto è stato dato alle "Muffole", due gigantesche formazioni vicine, ognuna con una sottile colonna di pietra, il "pollice", vicino a un più ampio masso, le "dita".
NELLA TERRA DEI NAVAJO
 
Un miglialio di anni fa le terre lungo il confine tra Arizona e Utah erano abitate da tribù indiane che vivevano in "pueblos", villaggi di fango abbastanza complessi. Gli indiani, conosciuti come Anasazi o "antichi", coltivavano la terra grazie ad elaborati sistemi di irrigazione che permettevano loro di sfruttare il deserto. Quando alla metà del secolo XII il clima divenne più arido, essi furono costretti a emigrare verso sud. Si possono ancora vedere i villaggi in rovina nella Monument Valley. Un edificio, conosciuto come "la casa dalle molte mani", contiene centinaia di impronte di mani fatte con vernice bianca, la cui origine è sconosciuta.
 
Nel XVI secolo queste terre furono popolate dalle tribù indiane Hopi, Zuni e Navajo. Le pianure semiaride attorno alla Monument Valley furono occupate principalmente dai Navajo, il gruppo più numeroso di indiani americani. Essi si dedicavano principalmente alla pastorizia. Buona parte della loro cultura venne ereditata dagli Anasazi, come la lavorazione dei turchesi, la tessitura di coperte a disegni geometrici, la pittura del corpo con sabbia, adottata per curare malattie. I Navajo erano noti per le razzie compiute sui vicini, altre tribù indiane, Messicani e coloni bianchi.
 
Quando nel 1859, un manipolo di Navajo scatenati razziò un accampamento bianco, dovette intervenire la cavalleria. Molti Navajo cercarono rifugio nella Monument Valley e nel territorio circostante. Ma nel 1868, dopo una guerra prolungata, i Navajo si arresero e furono trasportati a Fort Summer, nel New Mexico. Nel 1874, il capo Manuelito guidò una delegazione a Washington e persuase il governo americano a restituire agli indiani Navajo la maggior parte delle terre confiscate, compresa la Monument Valley.
 
Dopo vari anni furono scoperti nella zona importanti giacimenti di vanadio, di uranio; essendo la zona di proprietà degli indiani, l'amministrazione dei Navajo sta ancora ottenendo notevoli benefici e un alto reddito pro-capite.
 
Negli anni '80 i Navajo continuano ad allevare pecore e capre nella Monument Valley, che chiamano "il posto tra le pietre rosse". I Navajo lavorano anche l'argento e i turchesi estratti dalla loro terra e con la lana degli animali tessono coperte con i tradizionali disegni geometrici.
Si dice che ogni tessitore Navajo commette deliberatamente un errore in ogni coperta, poichè gli indiani credono che la perfezione segni la fine della vita del tessitore.